Tradizioni Italiane – il rito sardo del su lettu

Eccoci di nuovo a parlare delle tradizioni italiane dei matrimoni, che da sempre accompagnano le nostre generazioni. Da sa razia (la rottura dei piatti) a sa serenada (la serenata alla sposa), dall’usanza di esporre i doni la sera prima della cerimonia o di chiudere tutti gli ingressi del paese con delle funi, la Sardegna abbonda di tradizioni particolari e a volte bizzarre, soprattutto nei centri più piccoli. Quando si chiede agli anziani il motivo specifico di queste usanze, loro rispondono quasi sempre evasivamente, facendo semplicemente intendere che bisogna fare così, affinché tutto vada come deve andare.

Tra le tradizioni italiane del Matrimonio in Sardegna l’usanza de “su lettu ‘e sos isposos” o semplicemente “su lettu”  probabilmente ha origini pagane ed è una vera e propria festa organizzata una settimana esatta prima delle nozze (anche se in alcuni paesi slitta al giovedì prima della cerimonia). Tutto ruota intorno al letto, dove nessuno – tanto meno gli sposini – deve aver dormito prima, anche se attualmente è consentito chiudere più di un occhio. Il rito è interamente al femminile. Gli uomini sono esclusi, anzi “chiusi fuori” dalla camera matrimoniale.

La presenza della madre e della suocera della sposa è obbligatoria, così come quella di nonne e bisnonne. Tutte le parenti e le amiche sono invitate dalla sposa, chiuse a chiave si dedicano alla composizione del letto, utilizzando le lenzuola nuove del corredo: nel passato era obbligatorio che fossero bianche, a simboleggiare la purezza della sposa e tessute a mano, e anche oggi si tende a seguire queste indicazioni perlomeno nel colore.  Nel frattempo agli altri ospiti viene offerto un buffett in cui non possono mancare i dolci de s’affidu (le nozze).

Dopo aver steso le lenzuola, si fanno salire i bambini della famiglia sul letto e li si lascia liberi di saltare e fare capriole e rimbalzi, questo per augurare fertilità alla coppia. Successivamente si procede solennemente a comporlo. L’usanza impone che a farlo siano sempre quattro persone e precisamente: una bajana (la vergine) che è l’unica che può toccare le lenzuola senza “macchiarle”, una sposata madre di molti figli, una sposata che ha ancora il padre in vita e una sposata benestante. Ognuna di queste tre figure indicaco un augurio specifico per gli sposi. In alcuni centri si è smarrita questa tradizione, lasciando solo l’obbligo della presenza della “vergine” (o perlomeno di una single!).

Successivamente le madri degli sposi benedicono tre volte il letto e le federe, ed è in questo momento che entrano in scena le amiche e le parenti più giovani, allestendo dentro il letto un vero e proprio campo di battaglia. Nei paesi del sassarese è vivissima la tradizione di infilare tra le lenzuola ogni sorta di oggetto per disturbare la coppia durante la loro prima notte insieme, mentre in Gallura e Anglona tutta la camera diventa un complicato congegno di trappole. Nel passato solitamente si spargeva tra le lenzuola e le federe grano, riso, lenticchie e sale grosso che oltre a simboleggiare la fertilità avrebbero impedito agli sposini di sdraiarsi comodamente. Non solo, in molti paesi era d’uso legare al materasso campanacci di ogni dimensione, cosìcché ogni minimo movimento sul letto avrebbe prodotto un baccano insopportabile rendendo difficile consumare la prima notte. Si dice che questa usanza fosse anche un modo per aiutare gli sposini inesperti a sciogliere il ghiaccio.

Tradizioni italiane del matrimonio in Sardegna - donne nei campi

Oggi questa tradizione, complice la modernità, si è arricchita di nuove idee.
In Gallura le amiche e le cugine più perfide ricoprono il pavimento di dentifricio e schiuma da barba, oppure allestiscono dei reticolati con le lenze da pesca su tutta la stanza.

La prima parte del rituale è conclusa, e quindi si procede a distendere il copriletto su cui si posa un cero benedetto, delle spighe di grano, dei petali di fiori e ancora riso, grano e lenticchie. A questo punto la camera è pronta e a seconda dei paesi si può mostrare al resto della famiglia e degli amici.

Si apre la porta e si lasciano entrare gli invitati che avevano aspettato nel salotto, solo gli sposi non sono ammessi a vedere “su lettu”, mentre tutti i presenti depositano sul copriletto monete e banconote a seconda del grado di amicizia e parentela. Si brinda e si chiude di nuovo la camera a chiave che verrà riaperta solo la notte delle nozze.

Tradizioni italiane del matrimonio in Sardegna - donna seduta

La notte delle nozze, quando finalmente gli sposi hanno superato più o meno indenni la cerimonia e il ricco banchetto, sono tornati a casa e sono riusciti a svuotare “su lettu” di tutte le cianfrusaglie e gli scherzi. Finalmente possono godere della tanto agognata intimità ma ecco che parte “sa serenada“, una vera e propria serenata cantata, suonata e urlata a squarciagola dagli amici che, a seconda dei paesi, dura anche tutta la notte. O almeno finché, dice la tradizione, la bella sposa non si mostra alla finestra o al balcone e gli ultimi irriducibili si decidono a lasciare in pace la coppia.

Durante la nostra estate vi accompagneremo in diversi luoghi di vacanza e parleremo ancora delle nostre tradizioni italiane nei matrimoni.

[Credits by ladonnasarda.it, Photo by tuttosinpari.blog.tiscali.it]